04 febbraio 2014

Concorso Fotografico Memorial Maria Luisa

“Rock Blades” tra le foto premiate nella categoria paesaggio di Montagna

24 MML-PHOTO 2013 from MemorialMariaLuisa on Vimeo.






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11 agosto 2013

Porto Recanati (MC) si inaugura la seconda edizione della mostra “L’arte della luce”




flyer arte della luce II fronte 900px






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10 maggio 2013


Ho il piacere di annunciare la mostra ART LANDSCAPE DOLOMITI che terrò insieme all'amico fotografo Alessandro Gruzza. L'appuntamento è a Trento a partire da venerdì 24 maggio, inaugurazione ore 18.00 vi aspettiamo numerosi.




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10 dicembre 2012





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di: Matteo Zanvettor

Amo con tutto il cuore le mie montagne, le Dolomiti, ma quando la
scorsa primavera Alessando Gruzza mi ha proposto l'idea di un viaggio
fotografico in Sudamerica tra Ande e deserto di Atacama non ho avuto
dubbi sulla validità dell'idea. Tra le tante mete ambite dai fotografi
paesaggisti di tutto il mondo questa mi sembrava tra le meno rappresentate
fotograficamente e questa era senza dubbio una bella motivazione o
chiamiamola pure sfida, ma quello che più di tutto mi attirava era l'estremo
legame che queste terre sconfinate e scarsamente popolate hanno con la
natura, esattamente come la Scozia o l'Islanda tanto per citare luoghi più
vicini e conosciuti. Io e Alessandro pensiamo che la primavera sia una
stagione favorevole sia come condizioni di paesaggio e sia come
condizioni meteorologiche, ad altezze elevate come quelle degli altipiani
andini le temperature non scherzano, quindi programmiamo con largo
anticipo per il mese di novembre.
La prima area che andremo ad esplorare è quella più rappresentativa del
deserto di Atacama ovvero quella che circonda il magnifico villaggio di San
Pedro di Atacama, arrivati ad Antofagasta da Santiago attraversiamo chilometri e
chilometri di terra e sabbia per giungere a Calama, zona mineraria molto
importante. Giungiamo a San Pedro con il nostro fuoristrada tagliando in due la
Cordigliera de la Sal, valli e rilievi di terra sabbia e sale assolutamente privi di
vegetazione, la valle della Luna e la valle della Morte sono le location più
rappresentative della cordigliera, sullo sfondo l’immancabile e imponente vulcano
Licancabur (5.920 m)


Pasted Graphic 2



Pasted Graphic 3



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A sud di San Pedro' nel "Salar" troviamo invece delle lagune molto
interessanti anche se molto visitate dal turismo organizzato, la laguna Chaxa nel
Soncor e la laguna Tebinquiche sono specchi d'acqua che con l'evaporazione
lasciano spazio a bianche distese di sale con conformazioni davvero curiose,
questi ambienti sono il classico habitat di ben tre specie di fenicotteri, il cileno,
l’andino ed il James.


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A pochi chilometri ad est di San Pedro si trova invece Hito Cajòn valico di
frontiera con la Bolivia a 4.500 metri di altitudine, da li si accede direttamente alla
riserva naturale “Eduardo Avaroa” un altopiano andino con altitudini comprese
tra i 4.000 e i 6.000 metri, un posto incredibile da esplorare rigorosamente a bordo
di fuoristrada e accompagnati da guide locali.
L'altitudine e i tanti chilometri su piste sterrate hanno però messo a dura
prova il nostro fisico, cefalea e nausea ci hanno un po' debilitato e probabilmente
avremmo necessitato di un periodo di acclimamento, in una località a metà
strada tra i 2.400 metri di San Pedro e i 4.300 del rifugio boliviano dove abbiamo
soggiornato per 3 giorni, ma questo tuttavia non ci ha impedito di scattare
qualche buona immagine . La laguna Blanca è la prima location che abbiamo
visitato e che ci ha meravigliato per la sua bellezza anche sotto la luce più dura
del giorno, i cieli a queste altitudini sono di un blu intenso e profondo molto bello
ma rendono difficile e spesso dannoso l’uso del polarizzatore.
Assolutamente incredibili invece i colori che poco dopo abbiamo trovato al Salar
de Chalviri e alla laguna Colorada.




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La riserva “Eduardo Avaroa” è un territorio molto vasto dove si trova una
varietà di elementi naturali incredibile, lagune, vulcani, saliere, deserti e geyser, la
luce durante il giorno è fortissima e impedisce di usare il live view della macchina
fotografica anche solo per controllare la foto appena scattata.
Dopo circa 10 giorni ci spostiamo a nord, la meta finale è Putre, un villaggio
non molto distante dal confine con il Perù, ai margini del parco naturale di Lauca
ma prima facciamo tappa a Pica, circa a metà strada, un paesino che
prendiamo come base per visitare le sue dune di sabbia che al tramonto mutano
il loro colore dall’oro al rame per finire con un magenta chiaro.


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Proseguiamo quindi il nostro viaggio lungo il deserto di Atacama passando
per Arica, dove facciamo rifornimento di carburante in vista del fatto che a Putre
non ci sarà la possibilità di farlo. Putre è un paese a 3.500 m molto meno turistico
ed accogliente di San Pedro ma ci piace proprio per la sua tranquillità, la gente è
più schiva e chiusa come la tradizione del popolo di montagna vuole, cambia
anche il paesaggio circostante molto più ricco di vegetazione e di fauna,
Guanaco, Vicugna, Lama, Alpaca e perfino Nandu (una sorta di struzzo).


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Il parco naturale di Lauca ai confini con la Bolivia ci appare con un Eden,
meraviglioso il lago Chungara sovrastato dal vulcano Parinacota (6.342 m)
affiancato dal meno imponente Pomerape (6.282) ma davvero paradisiaca la
laguna Cotacotani con i suoi atolli di pietra vulcanica rosso amaranto.



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A circa 2 ore di macchina a nord di Putre scopriamo delle montagne colorate
davvero impressionanti, decidiamo dunque di farci portare in zona da una guida
per un trekking sul Cerro Copatanca (5.200 m) dalla quale vetta scattiamo, non
senza difficoltà causa il fortissimo vento, dei particolari alle pendici colorate che ci
troviamo guardando ad est, il risultato e quasi surreale più vicino alla pittura che
alla fotografia.


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Il nostro viaggio sta per terminare i nostri occhi e il nostro spirito sono
già ricchi di immagini e paesaggi magnifici ma abbiamo ancora un po di
posto libero quindi deviamo la rotta sulla foresta di cactus di Ancovinto, che
raggiungiamo in mezza giornata di guida,scendendo a sud verso la costa
per poi addentraci nuovamente sugli altopiani ai confini con la Bolivia,
giusto in tempo per gustarci un tramonto dai colori infuocati come
raramente se ne vedono, degno finale della nostra avventura andina.


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